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Controllo dei nei: periodo migliore e quando non aspettare
Autore: Dr.ssa Francesca Paola Sasso
Controllo dei nei: il periodo migliore per la mappatura e quando invece non bisogna aspettare
La prevenzione dermatologica è uno degli strumenti più efficaci per garantire la salute della pelle, eppure esiste spesso confusione su quale sia il momento più opportuno per effettuare una visita dermatologica. È meglio attendere l’estate o l’inverno? Cosa fare se si nota un cambiamento improvviso?
Per rispondere a queste domande e pianificare correttamente la propria routine di salute, è fondamentale distinguere tra il controllo periodico di routine e la necessità di un accertamento urgente. In questo articolo approfondiremo qual è la stagione ideale per la mappatura dei nei e quali sono, al contrario, i segnali d’allarme che devono spingere a prenotare una visita indipendentemente dal calendario.
Perché l'autunno e l'inverno sono i mesi ideali per la prevenzione
Se parliamo del classico controllo annuale, ovvero la visita preventiva per chi non presenta sintomi specifici, la comunità scientifica concorda: i mesi autunnali e invernali rappresentano il periodo migliore. La ragione è strettamente tecnica e legata alla qualità della diagnosi. Durante l’estate, l’esposizione ai raggi UV attiva la produzione di melanina, alterando temporaneamente l’aspetto dei nevi, che possono apparire più scuri o “attivati”.
Effettuare il controllo dei nei quando la pelle non è abbronzata permette al dermatologo di analizzare la struttura delle lesioni con maggiore chiarezza. L’assenza di abbronzatura facilita l’uso della dermatoscopia, riducendo il rischio di falsi allarmi o di diagnosi rese complesse dalla colorazione della pelle. Inoltre, qualora la visita evidenziasse la necessità di asportare un neo preventivamente, intervenire in inverno garantisce una cicatrizzazione ottimale, al riparo dal rischio di macchie causate dal sole sulla ferita fresca.
Oltre la stagionalità: quando il controllo diventa prioritario
Esiste tuttavia una regola fondamentale che supera qualsiasi considerazione stagionale: l’osservazione dei cambiamenti. Sebbene l’inverno sia il momento tecnico ideale, non bisogna mai rimandare un controllo se si nota qualcosa di insolito, anche se ci si trova in piena estate. La tempestività nella diagnosi è l’arma più potente contro il melanoma e altri tumori cutanei.
Se si osserva la comparsa di un nuovo neo in età adulta o se un neo preesistente inizia a modificarsi, è necessario consultare uno specialista il prima possibile. Sintomi come prurito persistente, sanguinamento spontaneo, desquamazione o una crescita rapida della lesione sono segnali che richiedono una valutazione dermatologica, senza attendere i mesi freddi.
Riconoscere i segnali: la regola ABCDEFG
Per decenni i dermatologi hanno insegnato la regola dell’ABCDE. Recentemente, però, questo protocollo è stato ampliato aggiungendo le lettere F e G. Questa evoluzione è fondamentale per identificare alcune tipologie di lesioni (come il melanoma nodulare) che potrebbero non presentare le classiche irregolarità di forma o colore, ma che sono ugualmente pericolose.
Ecco la guida completa all’auto-osservazione:
- A come Asimmetria: se si divide idealmente il neo a metà e le due parti non sono speculari, è un segnale di irregolarità.
- B come Bordi: i nei benigni hanno bordi regolari; se i contorni sono frastagliati, indistinti o “a carta geografica”, serve un approfondimento.
- C come Colore: un colore non omogeneo, con sfumature diverse all’interno dello stesso neo (nero, marrone, rosso, bianco o blu), è un campanello d’allarme.
- D come Dimensioni: le lesioni che superano i 6 mm di diametro vanno monitorate con maggiore attenzione.
- E come Evoluzione: qualsiasi cambiamento in forma, dimensione o colore rispetto al passato è il fattore storico più importante.
- F come “Firm” (Consistenza): questa è una delle novità. Se il neo, al tatto, si presenta solido, duro e rigido (diverso dalla morbidezza della pelle circostante), deve essere controllato subito. Spesso i noduli maligni sono molto sodi al tatto.
- G come “Growing” (Crescita rapida): si riferisce alla velocità del cambiamento. Se una lesione cresce in modo evidente nel giro di poche settimane o mesi, elevandosi sopra il livello della pelle, richiede una visita urgente.
Conclusione
Pianificare il controllo dei nei durante i mesi invernali è una scelta strategica per chi desidera fare prevenzione nelle condizioni migliori. Tuttavia, l’ascolto del proprio corpo rimane la priorità: di fronte a un neo che cambia, sanguina o assume un aspetto diverso dagli altri, il calendario non conta. La salute della pelle si tutela con la costanza dei controlli periodici e con la prontezza di intervenire ai primi segnali di dubbio.