Tonsillite: differenze e uso sbagliato degli antibiotici

Tonsillite o tonsilloliti? Facciamo chiarezza su sintomi, "placche" e uso corretto degli antibiotici

Il mal di gola è uno dei disturbi più diffusi, specialmente nei cambi di stagione, e spesso porta il paziente a un’auto-diagnosi frettolosa. Una delle frasi che sentiamo ripetere più spesso in ambulatorio è: “Dottore, ho visto delle macchie bianche sulle tonsille, ho iniziato l’antibiotico”.

Purtroppo, questa abitudine è tanto comune quanto dannosa. Non tutto ciò che è bianco in gola è infezione, e non tutte le infezioni richiedono antibiotici. In questo articolo faremo chiarezza sulla differenza sostanziale tra una tonsillite infettiva e le tonsilloliti (spesso scambiate per placche), spiegando perché l’uso indiscriminato dei farmaci contribuisce al pericoloso fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Che cos'è la tonsillite e come distinguerla dalle tonsilloliti

Per capire come curarsi, bisogna prima di tutto dare il giusto nome al problema. Le tonsille sono organi linfatici che presentano sulla superficie delle piccole “caverne” o rientranze, chiamate cripte tonsillari.

  1. La Tonsillite (Infiammazione): È una patologia infettiva acuta. Le tonsille appaiono gonfie, arrossate e dolenti. Spesso è accompagnata da febbre alta, mal di gola, difficoltà a deglutire e ingrossamento dei linfonodi del collo. Le “placche” che si vedono in questo caso sono essudato (pus), segnale della battaglia del sistema immunitario contro germi o virus.

  2. Le Tonsilloliti (Calcoli Tonsillari): Sono formazioni solide, di colore bianco o giallastro, che si annidano nelle cripte delle tonsille. Non sono un’infezione. Si tratta semplicemente di residui di cibo, cellule morte e muco che si calcificano “incastrandosi” nelle cavità delle tonsille.

Il sintomo chiave: A differenza della tonsillite, le tonsilloliti non portano febbre e raramente causano dolore forte. Il sintomo principale è l’alitosi (alito cattivo) o una fastidiosa sensazione di “corpo estraneo” in gola.

Curare le tonsilloliti con l’antibiotico è assolutamente inutile, poiché non c’è nessuna infezione batterica attiva da combattere.

Placche in gola: virali o batteriche?

Anche quando siamo di fronte a una vera tonsillite con placche, l’antibiotico non è automatico. Esiste un falso mito duro a morire: “Se ci sono le placche, allora è batterica”. Non è vero.

  • Tonsilliti virali: rappresentano la maggioranza dei casi (circa il 70% negli adulti). Sono causate da virus (Adenovirus, Rhinovirus, virus della Mononucleosi) e possono a volte presentare placche bianche identiche a quelle batteriche. In questo caso, l’antibiotico è inefficace.

  • Tonsilliti Batteriche: causate principalmente dallo Streptococco Beta-emolitico di gruppo A. Solo in questo specifico caso l’antibiotico è necessario per evitare complicazioni (come la febbre reumatica).

Come distinguerle? Importante in questi casi è eseguire una visita otorinolaringoiatrica e, quando prescritto dallo specialista, eseguire anche un tampone faringeo (o il test rapido streptococcico).

Il pericolo dell'antibiotico-resistenza: perché non bisogna auto-medicarsi

L’assunzione di antibiotici “per sicurezza” o per curare una tonsillite virale o delle semplici tonsilloliti non è solo inutile per il paziente, ma è dannosa per la comunità.

L’antibiotico-resistenza è oggi una delle minacce globali più gravi per la salute pubblica. Ogni volta che assumiamo un antibiotico quando non serve (o ne sbagliamo il dosaggio e la durata), “alleniamo” i batteri a diventare più forti e a sopravvivere ai farmaci. Il rischio concreto è trovarci, in futuro, indifesi di fronte a infezioni banali perché gli antibiotici non funzioneranno più.

Per questo motivo, le linee guida mediche sono rigorose: mai assumere antibiotici senza prescrizione medica e senza una diagnosi confermata.

Cosa fare se ho mal di gola o vedo macchie bianche?

Se noti anomalie alle tonsille o avverti dolore, il percorso corretto prevede:

  1. Evitare il “fai da te”: non utilizzare antibiotici avanzati da cure precedenti.

  2. Osservare i sintomi: se non c’è febbre e il fastidio è lieve, potrebbe trattarsi di tonsilloliti (risolvibili spesso con gargarismi o rimozione manuale da parte dello specialista).

  3. Consultare il medico: se c’è febbre alta, dolore intenso o placche diffuse, è necessaria una visita.

  4. Eseguire un tampone: sarà il medico a decidere se è opportuno verificare la natura batterica dell’infezione prima di prescrivere farmaci.

Conclusione

La salute della gola passa attraverso una diagnosi corretta. Distinguere tra un accumulo di caseum (tonsilloliti), un virus passeggero o un’infezione da streptococco è compito dello specialista.

Affidarsi al medico ed evitare l’abuso di antibiotici è il modo migliore per curare se stessi oggi e proteggere la propria salute domani.