Riduzione dell’udito: i segnali che spesso ignoriamo. 

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Riduzione dell’udito: quando sospettarla e cosa fare

La riduzione dell’udito può svilupparsi lentamente, spesso senza che la persona se ne renda subito conto. Si tratta di una condizione molto comune, ma nella maggior parte dei casi sottovalutata. Il cervello tende ad adattarsi alla mancanza di stimoli sonori, per cui il problema resta nascosto anche per anni. Solo alcuni segnali, a volte trascurati, possono farci intuire che qualcosa non va.
Fare attenzione ai campanelli d’allarme permette di intervenire tempestivamente ed evitare un peggioramento della qualità della vita.

I segnali da non ignorare

Chi soffre di calo dell’udito spesso racconta di non “sentire bene in mezzo alla confusione” o di avere difficoltà solo in alcune situazioni. Tuttavia, alcuni sintomi sono più frequenti di altri:

  • Alzi spesso il volume della televisione o dello smartphone.

  • Hai difficoltà a capire le parole in ambienti rumorosi.

  • Ti sembra che “gli altri parlino sottovoce”.

  • Chiedi spesso di ripetere.

  • Senti un ronzio, un fischio o un suono continuo (acufene).

  • Noti difficoltà di udito solo da un orecchio.

Questi segnali non devono allarmare, ma meritano attenzione. La ipoacusia può colpire a qualsiasi età, anche in forma lieve o unilaterale. Riconoscere per tempo il problema consente di prevenirne l’evoluzione e trovare la soluzione più adatta.

Come si studia la riduzione dell’udito

Il primo passo è sempre una visita otorinolaringoiatrica, durante la quale il medico raccoglie la storia clinica e valuta la presenza di sintomi associati, come acufeni, vertigini o infezioni ricorrenti.
In base ai sospetti clinici, si procede con una valutazione audiometrica completa, composta da uno o più esami:

  • Audiometria tonale, per misurare la soglia uditiva.

  • Audiometria vocale, per valutare la comprensione del linguaggio.

  • Esame impedenzometrico, per controllare il corretto funzionamento dell’orecchio medio.

In alcuni casi specifici, il medico può suggerire approfondimenti diagnostici con RMN o TC per escludere patologie dell’orecchio interno o del nervo acustico.
Una diagnosi precisa consente di impostare il trattamento adeguato e prevenire danni permanenti.

Perché intervenire in tempo è fondamentale

La perdita dell’udito, se non trattata, può impattare pesantemente sulla vita quotidiana. Può creare difficoltà relazionali, aumentare lo stress e generare isolamento sociale, soprattutto negli anziani.
Inoltre, diversi studi dimostrano che una ipoacusia non trattata può contribuire al declino cognitivo.
Per fortuna, esistono soluzioni efficaci: dalla semplice pulizia del condotto uditivo alla prescrizione di apparecchi acustici, fino al trattamento di patologie specifiche.
Agire tempestivamente permette di migliorare la comunicazione, prevenire complicazioni e mantenere una buona qualità della vita.
In presenza di dubbi, è sempre meglio prenotare un controllo. Anche una visita otorinolaringoiatrica può fare la differenza.